CARLO RIPA DI MEANA: COPENAGHEN

La Conferenza sul Clima di Copenhagen voleva salvare dal global warming gli orsi polari bianchi, ed è invece riuscita a far arrivare in Danimarca gli umani neri e incappucciati, i black bloc, che sfasciano le città storiche, concludendo così con un clamoroso fallimento. È stata una Conferenza partita male: preparata con atteggiamenti retorici e teatrali e, soprattutto, fondata su basi scientifiche controverse e manipolate, messe sotto accusa prima dell’inizio dei Lavori dai dati emersi con lo scandalo del climate-gate dell’Università dell’East Anglia, falsità confermate durante i lavori quando Al Gore, annunciando l’avanzato scongelamento del Polo Nord, ha citato una fonte che a distanza di poche ore ha smentito l’ex Vicepresidente americano di quanto gli aveva attribuito. La gestione della Conferenza da parte del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, dello stesso Al Gore, del Principe Carlo e del Consigliere del Premier Brown, Nicolas Stern, è stata demagogica e imprudente. Un forte contributo in questa direzione isterica e catastrofista è venuto anche per mesi e mesi dal Presidente Barack Obama. Così, è accaduto che una capitale europea bene organizzata è stata messa in ginocchio per dodici lunghi giorni concludendosi con un flop planetario. Leggi il resto dell'articolo ...

CARLO RIPA DI MEANA: «BASTA CON LE RETICENZE E LA DISINFORMAZIONE SULLA TRUFFA EOLICA ITALIANA»

La Guardia di Finanza e la Procura di Avellino, con gli arresti eccellenti del Presidente dell’Unione degli Industriali del Vento(ANEV) Avvocato Oreste Vigorito e dei suoi stretti collaboratori - Avvocato Vigorito rieletto all’unanimità di recente Presidente di quella importante Associazione della Confindustria, e paradossalmente ANEV, allo stesso tempo, Associazione ambientalista riconosciuta e di casa al Ministero dell’Ambiente e dell’Industria - con una imputazione di truffa aggravata in Italia e in altro paese dell’Unione Europea, di utilizzazione distorta di risorse finanziarie italiane ed europee, di fabbricazione di fittizie garanzie bancarie e di infedeli ed errate informazioni proprietarie a riguardo dei siti eolici, con una ipotesi di centinaia e centinaia di milioni di euro utilizzati a scopi ignoti senza nessun fondamento positivo, e con il sequestro di decine di impianti in tutto il territorio nazionale, ipotesi di reato tutte ora da rendere note e verificare nel dettaglio, hanno strappato il bavaglio che la congiura del silenzio da parte della Confindustria, della maggioranza, quasi della totalità, dell’informazione televisiva, radiofonica e cartacea italiana, e dei Ministeri dell’Ambiente e dell’Industria aveva stretto sulle nostre bocche, cercando di soffocare le voci critiche che da circa dieci anni abbiamo tentato, instancabilmente, di far conoscere all’opinione pubblica italiana, tenuta all’oscuro e pesantissimamente torchiata, sottraendole le ingentissime spese, non si sa a beneficio di chi, divorate dal business eolico italiano.
L’Italia ha dunque pagato un prezzo altissimo perdendo ampi lembi del suo mirabile paesaggio e bruciando, in una gigantesca operazione che viene oggi definita come truffa internazionale, risorse, denaro dei bilanci nazionali, regionali e locali, e del bilancio, più ampio, dell’Unione Europea.
Delle responsabilità delle persone arrestate e indiziate si occuperà la Giustizia penale e amministrativa. Noi, Comitato Nazionale del Paesaggio, nato otto anni fa per svelare l’impostura dell’eolico in Italia e il suo aspetto predatorio del patrimonio paesaggistico e della ricchezza nazionale, esprimiamo, in paziente attesa, perché si accendano finalmente tutti i riflettori sui risultati dell’inchiesta della Magistratura che, su questo viluppo di presunto gravissimo malaffare, finora sono stati spenti di forza, o volontariamente disinseriti.
Cosa hanno fatto i vari Ministri dell’Ambiente che si sono succeduti nella imperturbabilità, mentre il paesaggio italiano veniva sfigurato, in molte delle regioni della penisola e nelle isole, a partire dalla Sicilia e dalla Sardegna, dal brutale business eolico? Cosa hanno detto di vero, di documentato, di responsabile i leader politici nazionali, regionali e locali? Nulla i primi, i Ministri, i Governi. Nulla, salvo cinque coraggiose e solitarie eccezioni, i leader politici e i capigruppo parlamentari. Cosa hanno deciso di affrontare con libere inchieste, con liberi dibattiti, i Direttori dei telegiornali, delle radio, dei giornali, tutti stretti in un significativo silenzio, in una omissione di informazione? Anche qui, nulla, il silenzio più assoluto, con pochissime eccezioni e spesso, anche nel caso delle eccezioni, timidissime parole. Quando, in Italia, si potrà dire tutta la verità su questo raggiro che, negli anni tra l’altro dei maggiori sacrifici economici per ciascuno, per ogni famiglia, per ogni comunità, per ogni Amministrazione locale, con la retorica vuota e ingannevole della risorsa eolica in Italia ha bruciato imponenti ricchezze di tutti?
Il Comitato Nazionale del Paesaggio non mancherà di mobilitarsi e giura, oggi, di centuplicare la sua iniziativa ricorrendo, se sarà necessario, alle più dure denunce individuali per reticenza e omissioni. E cominciamo chiedendo alle importanti Associazioni ambientaliste che hanno, con i loro Protocolli d’intesa con l’ANEV, non più tardi di 56 ore fa, identificato con quella espressione di Confindustria le loro intese. Non mi riferisco solo a quelle di Legambiente e Greenpeace, ma anche a quella precedente del WWF e all’inspiegabile silenzio sulla questione eolica del benemerito Fondo Ambiente Italiano – FAI, che non ha mai, finora, avanzato una sola riserva sulla distruzione sistematica del paesaggio del nostro paese per via del business eolico.


Carlo Ripa di Meana
Presidente del CNP


Roma, 11.11.2009

EOLICO: solo livore dai filoeolici

COMUNICATO STAMPA
16 luglio 2009
 

 

EOLICO: solo livore dai filoeolici.

 
In risposta alle associazioni ambientaliste ed agli  Enti vari che non hanno apprezzato la conferenza stampa di Coldiretti, Amici della Terra, Italia Nostra ed altri del 15 luglio 2009 sulla diffusione selvaggia e non regolamentata delle centrali eoliche industriali in Italia, rispondiamo:
 
chi mistifica è chi fa finta di non sapere che in tutta Europa c'è una rivolta contro l'intrusione delle grandi macchine eoliche industriali nella vita delle comunità rurali e montane, organizzata nell' EPAW.( vedere sito internet per calcolare la diffusione e la qualità della protesta !).
 
Chi mistifica è chi fa del " benaltrismo ", dimenticando che, ad esempio Italia Nostra indicava le linee per salvare il paesaggio da cave, ecomostri, grandi opere inutili, e urbanistica sbagliata e speculativa già negli anni 50. Proseguendo costantemente fino ad oggi in tale attività di denuncia.
 
Chi mistifica è chi fa finta di non sapere che con ripetute dichiarazioni i più grandi esperti italiani ( Rubbia , Maugeri, Coiante etc ) affermano che in Italia è sbagliato puntare sul vento, quando tutto l'impegno dovrebbe essere rivolto al sole.
 
Fino ad oggi i sostenitori dell'eolico hanno contato su un coro sempre ben intonato alla esaltazione della  "energia rinnovabile più avanzata e e meno costosa ". Dobbiamo dedurre dalle loro reazioni che siano arrabbiati perchè abbiamo svelato molte cose rimaste per troppo tempo occultate:
 
- La rivolta delle popolazioni locali e dei loro più sensibili rappresentanti contro l'arrivo, nei propri territori, dei facilitatori dell'eolico e delle multinazionali, che rubano loro la ricchezza dei paesaggi incontaminati delle aree interne.
 
- La inammissibile incentivazione data all'eolico in Italia, che, dai dati dela CE risulta essere la più alta d'Europa e forse la più duratura nel tempo.
 
- Il non rilevante e non risolutivo apporto dell'eolico per il raggiungimento degli obiettivi  assegnati dall'Europa sul clima e per risolvere il problema dell'approvvigionamento energetico.
Dal position paper del Governo Prodi alla CE (2007 ), risulta che al 2020, con installati 12.000 MW di torri eoliche l'apporto sarà di 1,9 Mtep, che corrispondono all'1,3 dei consumi finali di energia del nostro paese.
Tanta adulterazione al paesaggio italiano e tanti disagi e danni alle popolazioni locali non valgono un così basso risultato.

LA STANGATA DI OBAMA LA GRANDE IMPOSTURA CLIMATICA

di Carlo Ripa di Meana
Presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio


Non credo al riscaldamento globale causato dall’uomo e dunque alla origine antropica dell’effetto serra. Non credo, pertanto, alla teoria che ne discende messa a punto negli ultimi anni dall’IPCC-International Panel on Climate Ch’ange (ONU): il cambiamento climatico, andrebbe stabilizzato, secondo l’IPCC, riducendo e governando i gas a effetto serra nell’atmosfera, e, come prima misura, stivando nelle miniere dismesse il surplus di CO
2 prodotto in questi anni.
Il clima è sempre in cambiamento. Pretendere di determinarlo è un atteggiamento prometeico. La sua evoluzione dipende da molti fattori: certo anche dalla composizione chimica dell’atmosfera, ma egualmente dalla dinamica delle grandi masse oceaniche, dai campi magnetici prodotti dal “vento solare”, dalla traiettoria che la terra percorre nella galassia, solo per ricordarne alcuni.

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Il CNP appoggia il Sindaco di Volterra contro l'eolico

LODE A CHI ONORA LA PROPRIA TERRA
Firenze 16-giugno 09
Come Associazioni ambientaliste che si sono sempre impegnate per una corretta pianificazione dell’inevitabile sviluppo delle energie rinnovabili e che hanno da sempre espresso posizioni critiche sullo sviluppo dell’eolico in Italia, da anni ormai legato quasi esclusivamente a logiche speculative e drogato da lautissimi incentivi (Certificati verdi) a carico della collettività, vogliamo esprimere tutto il nostro apprezzamento per la coraggiosa presa di posizione dell’ex-Sindaco di Volterra, Cesare Bartaloni, che ha vietato l’installazione di tali impianti industriali nel proprio Comune.

Rimaniamo sconcertati di fronte e alle proteste per questa decisione di taluni che si definiscono ‘ambientalisti’ ma che di fatto abdicano alla tutela dell’ambiente per porsi al servizio di speculatori, che sono gli unici a guadagnare da tali impianti dietro la mistificazione dell’ ‘energia pulita’.
Il paesaggio di Volterra, Comune proposto per essere inserito nella lista del patrimonio mondiale Unesco, è riconosciuto in tutto il mondo e non deve essere compromesso dall’installazione di tali enormi manufatti industriali. Oltre al paesaggio va anche tutelata la ricchezza naturalistica delle colline circostanti e le attività economiche ad essa correlate, gli ultimi dati ufficiali sul turismo in Toscana premiano infatti il comparto agrituristico, l’unico che ‘regge’ ancora in un periodo di grave crisi quale quello odierno.
Auspichiamo che anche il nuovo giovane Sindaco di Volterra Marco Buselli continui sulla stessa strada del predecessore, dal momento che il territorio di Volterra e della Val di Cecina sono in grave pericolo interessati come sono da numerosi progetti eolici.
Chi vi si reca lungo la Statale della Val di Cecina, già oggi si trova davanti 6 torri del Comune di Montecatini Val di Cecina e, se tutti progetti verranno realizzati, verrà accolto da altre 8 torri alte 150 metri previste nel Comune di Montescudaio, a sinistra troverà le 17 torri del Comune di Riparbella e salendo lungo le tortuose curve che da Saline portano alla città lo sguardo spazierà a sinistra non più sulle dolci colline toscane, ma sugli ulteriori 10 aerogeneratori di Lajatico e sui 26 previsti a Casciana-Santa Luce, mentre a destra l’orizzonte sarà saturato da ulteriori 10 torri a Monteverdi Marittimo.
Potremo così dare l’addio al nostro celebrato paesaggio in cambio di circa 80 torri che produrranno pochissima energia, ricordiamo che la zona produce già energia da fonti non-fossili in abbondanza (con la geotermia) pari a quanto produrrebbero oltre 2.000 pale eoliche, inammissibili in uno dei paesaggi più struggenti del mondo.
Tale assedio non è certo opera di una corretta pianificazione ma è dovuto a una nuova ‘colonizzazione’ da parte di speculatori esteri che illudono i Comuni con la promessa di royalties garantendosi così l’appoggio di alcuni sindaci locali pronti a svendere il proprio territorio in cambio di pochi spiccioli.
Mariarita Signorini Consiglio nazionale Italia Nostra
Carlo Ripa di Meana Presidente del Comitato nazionale del PaesaggioAlberto Pinelli Presidente onorario di Mountain Wilderness Italia
Comitato dell’Ariacheta

“Dove osano le pale”


Prima camminata dell’Ariacheta contro l’eolico industriale
- San Godenzo (Fi), 2 giugno 2009 -
 
sul crinale appenninico tra Toscana ed Emilia Romagna
dalla Fiera dei Poggi al Monte Peschiena

 

mail

Il comitato apartitico Ariacheta organizza e invita a partecipare alla prima manifestazione pubblica organizzata in Italia contro il progetto di un impianto eolico industriale. Alla camminata aderiscono ufficialmente organizzazioni locali, nazionali e internazionali tra cui Italia Nostra, CAI, WWF, Lipu-BirdLife Italia, Pronatura, CNP, EPAW, e un notevole numero di comitati sorti contro agli impianti eolici industriali.

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Convegno Internazionale “IL PAESAGGIO SOTTO ATTACCO – LA QUESTIONE EOLICA” a Palermo il 27-28 marzo

La Regione Sicilia, con la collaborazione di un gruppo di associazioni ambientaliste tra cui il CNP, organizza un convegno internazionale per esaminare nei loro diversi aspetti il carattere, i pericoli e i limiti del ricorso alla produzione di energia dal vento.Saranno presenti l’ex-Presidente della Repubblica Francese Valery Giscard d’Estaing e un nutrito numero di esperti e personalità della cultura provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti.Nessuno può dichiararsi contrario per principio all’utilizzazione di fonti di energia rinnovabili e pulite. Tuttavia la sregolata proliferazione degli impianti eolici che sta colonizzando ampi e preziosi settori del paesaggio naturale in Europa e nel resto del mondo, giustifica serie perplessità e sollecita precise, urgenti risposte. Colpisce la innegabile sproporzione tra il grave danno ambientale causato dalle selve degli aerogeneratori e il loro contributo, del tutto marginale, alla soluzione del problema energetico. Al danno sociale, culturale ed economico al paesaggio, provocato dal proliferare selvaggio ed incontrollato delle centrali eoliche, va aggiunto quello arrecato agli ambienti naturali, alla fauna, alla flora, all’assetto idrogeologico di vasti territori, in molti casi, di grande valore ambientale pervenuti, fino ad oggi, in condizioni di integrità.
Noi crediamo che la qualità del paesaggio, con tutta la ricchezza di echi culturali, di memorie storiche, di specificità ecologiche che in esso si manifesta, rappresenti un bene primario, non negoziabile al di fuori di circoscritti motivi di eccezionale gravità e urgenza. La difesa della bellezza naturale e dell’integrità del paesaggio non può essere liquidata come la vacua ossessione di un manipolo di esteti irresponsabili. In essa si manifesta il nucleo vitale – irrinunciabile – di un percorso di civiltà che ha modellato nei secoli l’identità culturale dell’intero Occidente. Sarà questo il perno ideale intorno al quale si articoleranno – pur nella diversità dei vari punti di vista – le due giornate del Convegno.
Dopo il link il programma completo.

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EOLICO E MAFIA: Carlo Ripa di Meana ed il CNP denunciano "Era ora, da sempre tutti sapevano"


Il sistema dell'eolico in Italia è peggio della speculazione edilizia.

Terreni che non valgono nulla; arrivano i " facilitatori", e con la piccola politica locale li fanno diventare oro, grazie alle autorizzazioni ad erigere i gigantesci pali.
Poi i “facilitatori” ( vedi il reportage di Marco Lillo dell’Espresso ) se ne vanno e cedono alle multinazionali che possono vantare mani pulite.
Qualcuno ha messo in piedi questo affare con incentivi spropositati, i più alti d'Europa e con contributi in conto capitale abnormi e spesso anche contra legem ( vedi inchiesta sui fondi della legge 488 della procura di Sassari).

Un sistema normativo al quale ha dato l'assenso incondizionato ed entusiata Legambiente. Alla quale si può perdonare di non capire nulla di paesaggio, vista la loro formazione da periti chimici, ma non si può perdonare di fare la verginella, come nel suo comunicato di ieri nel quale lamenta assenza di regole in Sicilia.
Sanno e sapevano tutto su come vanno le cose. Al punto che in Basilicata oltre 4 anni fa un loro dirigente venne scoperto ad offrire ad una singola società la propria opera per " far percepire meglio il vantaggio di una centrale eolica alle popolazioni locali ", dietro lauti compensi.

Oggi dunque se la distruzione di territorio e paesaggio si è spostata dalle aree metropolitane ai santuari più remoti del paesaggio  e dell'ambiente nazionali, se la speculazione avanza contro il paesaggio con complicità varie, ed ora anche criminali, sappiamo chi ringraziare.
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Le regole mancano in tutta Italia, a meno che non si vogliano considerare regole le 4 sciocchezze del protocollo ANEV-Legambiente.

10 riflessioni contro l’eolico in Maremma

La Maremma, toscana e laziale, è uno degli ultimi territori incontaminati d'Italia. Per quanto l'unico impianto presente sia attualmente quello di Scansano in provincia di Grosseto, moltissimi impianti sono in progetto in zona. Segnaliamo l'impianto di Roccalbegna e i progetti di importanti imprese dell'eolico per installare circa 180 torri nella Maremma laziale. Luca Bellincioni propone sul suo sito dieci riflessioni contro l'eolico in Maremma.