Comitato Nazionale del Paesaggio

RIPA DI MEANA: BONDI ALLA PROVA TRA POMPEI E SAEPINUM (LA CITTÀ ROMANA DA SALVARE DALL'EOLICO)

Ha ragione Sgarbi.
A Roma sono cadute, anni fa, in un sol colpo, centinaia di metri di Mura Aureliane, inscritte nel demanio e nella diretta Amministrazione del Comune, e nessuno ha chiesto la testa del Sindaco della Capitale.
Caddero anche le mura di Viterbo, mentre sembra pericolante addirittura la Cupola del Brunelleschi.
Ma chi, dei politici della seconda Repubblica, ha mai affrontato il problema della mancanza di fondi per il personale dirigente ed esecutivo del Ministero dei Beni Culturali, e per le ingenti spese per il restauro, la manutenzione, l'ampliamento, la messa in sicurezza antisismica del patrimonio culturale, e infine per esaltare la bellezza particolarissima del nostro paese, che va deteriorandosi ovunque, a danno della nostra economia?
E' chiaro dunque che non sul cedimento di Pompei si può trascinare in catene Bondi.
Ci sentiremmo di criticarlo, invece, laddove si sprecano in opere inutili, e quasi sempre dannose, miliardi di fondi europei, che invece andrebbero integralmente indirizzati sui Beni Culturali.
Su questo ci sentiremmo di criticarlo per inerzia.
Domani, in Parlamento, il Ministro affronti le misure urgenti per Pompei e per rafforzare le Soprintendenze.
Ed insieme, laddove può veramente salvare un bene ancora intatto, come l'area archeologica di Saepinum-Altilia (in Molise), sotto l'attacco di una mostruosa centrale eolica, eserciti il suo mandato fino in fondo, con tutti i mezzi giuridici e politici, come peraltro gli suggerisce lo stesso citato Sgarbi.
Qui lo attendiamo per dare il nostro giudizio.
 
Carlo Ripa di Meana