ENERGIA EOLICA E CONSUMI ENERGETICI

L'energia eolica è energia rinnovabile intermittente, come anche l'energia solare fotovoltaica e l'energia solare termodinamica.
Poiché l'accumulazione di grandi quantità di energia elettrica è oggi impraticabile, ne consegue che l'energia elettrica prodotta dal vento e dal sole deve essere distribuita e consumata nel momento in cui viene prodotta. Ciò significa che gli impianti di energia rinnovabile intermittente devono essere connessi direttamente alla rete elettrica di distribuzione, al cui interno in qualsiasi momento si può trovare un consumatore disposto all'acquisto. Esiste però un limite tecnico alla quantità totale di potenza elettrica intermittente (qual'è quella solare ed eolica) che è possibile collegare alla rete elettrica nazionale senza rischiare di provocare il collasso di parte o dell'intero sistema elettrico nazionale. Cosa che potrebbe avvenire nel momento in cui si verificassero, a causa dell'intermittenza, brusche ed impreviste variazioni del livello della potenza immessa nella rete. In altre parole, senza rischiare un "black-out" elettrico locale o nazionale. Per ragioni cautelative di sicurezza, questo limite è stato considerato da parte dell'ENEL collocabile intorno ad un valore pari al 10% della potenza alla punta, cioè del picco di domanda (anche se dal punto di vista tecnico-scientifico la quantificazione esatta di questo limite è tutt'ora oggetto di studio e discussione). Poichè in Italia la domanda alla punta ha raggiunto nel 2001 il valore di circa 52.000 MW (megawatt, ovvero 1.000 kilowatt) ne deriva che la potenza massima eolica e/o solare fotovoltaica o termodinamica collegabile alla rete elettrica nazionale italiana è attualmente pari a 5.000 MW circa.

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Prendendo in considerazione la dimensione media dei nuovi aerogeneratori che si intendono installare attualmente in Italia (potenza: 1 MW, altezza totale della torre più l'elica: 85 metri circa) si può ipotizzare l'installazione complessiva di circa 5.000-6.000 torri eoliche per una potenza complessiva di 5.000 MW. Per calcolare il contributo energetico che queste torri potrebbero assicurare si deve ricordare che l'Italia è un paese poco ventoso. Su 8.760 ore annue, la media nazionale del vento di velocità compresa tra 4 e 20-22 metri al secondo (l'unica adatta alla produzione elettrica) non supera di molto le 2.000 ore annue. I paesi del nord-Europa e quelli affacciati sull'Atlantico, invece, dispongono di venti tesi e costanti per circa 3.500-4.000 ore annue. Ne deriva che in Italia 5.000 MW (megawatt) eolici potrebbero produrre, al massimo, 10 miliardi di kWh (kilowattora) all'anno, cioè circa il 3,3% del fabbisogno annuo italiano di energia elettrica (310 miliardi di kWh circa). Ma poiché l'energia elettrica rappresenta un terzo circa del consumo energetico totale italiano, gli ipotetici 10 miliardi di chilowattora eolici corrisponderebbero soltanto all'1,1% circa del consumo totale di energia in Italia. Contributo del tutto irrilevante ai fini energetici.

Infine, per ciò che riguarda le emissioni inquinanti, cioè le emissioni di gas serra, per l'Italia il dato complessivo di tali emissioni ammonta a circa 470 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2) equivalente. Di queste, 174 milioni circa sono prodotte nelle centrali termoelettriche per la produzione di energia elettrica da combustibile fossile (petrolio, carbone, metano, ecc.). Infatti, la produzione termoelettrica annuale è di 242 miliardi di kWh e l'emissione specifica in tali centrali è pari a 725 grammi (circa) di anidride carbonica equivalente per ciascun kWh elettrico prodotto. Ciò significa che gli ipotetici 10 miliardi di kWh eolici ottenibili in Italia sarebbero in grado di far risparmiare circa 7,3 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, pari all'1,55% dell'emissione totale di gas-serra in Italia. Una quantità minima, se si pensa che è praticamente uguale all'incremento di tali emissioni che si registra in Italia in un solo anno!

In conclusione, da un lato della bilancia sta l'occupazione e la trasformazione in ambiti industriali di vaste zone di territorio prezioso dal punto di vista paesaggistico ed ambientale (5.000 aerogeneratori da 1 MW, con diametro del rotore di circa 60 m, se collocati sull'Appennino in linee a schiera continua, occuperebbero con 4 o 5 linee parallele dispiegate sui crinali senza interruzione un arco di 500 km, cioè l'intera dorsale appenninica centromeridionale, dai Monti Sibillini al massiccio del Pollino), dall'altro lato della bilancia sta l'esiguità del risultato energetico conseguito: tra l'1 e il 2% del fabbisogno totale italiano.

Ci si chiede: "Il gioco vale la candela?" E' evidente che non può essere questa la strategia d'impiego delle fonti rinnovabili su larga scala ed è altrettanto evidente che la corsa all'eolico appare improvvisata e violenta, sia a fronte della complessità e della vastità della crisi climatica, sia in relazione ai danni ambientali e paesaggistici prodotti. Stiamo assistendo, ancora una volta, ad una drammatica aggressione al territorio italiano al di fuori di qualunque minima pianificazione territoriale e principio di tutela sia degli ambienti naturali, sia del patrimonio storico, paesaggistico e culturale. Una strategia adeguata alle problematiche presenti dovrebbe comprendere, invece, una maggiore attenzione alle altre tecnologie delle fonti rinnovabili (solare termico per il riscaldamento - panelli solari e fotovoltaico in primo luogo), i cui potenziali energetici sono molto più consistenti di quello eolico e il cui collocamento nel territorio è di gran lunga più compatibile dal punto di vista della conservazione dei beni ambientali e paesaggistici.

Il Comitato Nazionale del Paesaggio

Domanda massima richiesta alla rete elettrica nazionale: 52.000 MW.
Massima potenza elettrica eolica collegabile alla rete elettrica nazionale senza rischi di black-out, in base alle attuali conoscenze tecniche: 5.000 MW.

Produzione elettrica prevedibile di questa potenza eolica: 10 miliardi di kWh annui, pari al 3,3% circa del fabbisogno elettrico italiano annuo e all'1,1% circa del consumo energetico totale italiano annuo.

Quantità di CO2 equivalente che una produzione da fonte eolica di 10 miliardi di kWh annui può far risparmiare: 7,3 milioni di t. Attuale emissione annua italiana di CO2 equivalente: 470 milioni di t.