QUESTIONE EOLICA
La filosofia del comitato
nazionale del paesaggio è ben sintetizzata da questo
telegramma inviato ai ministri Marzano e Matteoli in
occasione di un convegno tenuto il 12 dicembre 2002:
- le rinnovabili intermittenti adibite alla produzione di energia elettrica rivestono carattere complementare e non potendo al momento superare il 3.3% della produzione di elettricità non incideranno oltre l'1.1% di risparmio dei combustibili fossili utilizzati complessivamente in italia;
- le centrali eoliche per le gigantesche strutture che comportano e per la necessità di essere sistemate sulle cime dei monti e sui crinali più esposti sono intrinsecamente non mitigabili, non inseribili e irrimediabilmente distruttive, in italia, dei paesaggi più preziosi e più conservati;
- le rinnovabili vanno comunque e in ogni caso incentivate e realizzate ma secondo lavocazione territoriale di ciascun paese, scartando quindi l'eolico che in italia vede vento dimezzato rispetto al nordeuropa, privilegiando biomasse e fotovoltaico per una industria italiana delle rinnovabili nel paese del sole in vista dell'idrogeno;
- inconcepibile invece disseminare l'italia di migliaia (8000?) Di torri per un risparmio complessivo di combustibili fossili risibile se paragonato ai danni inflitti al territorio.
