Il Comitato Nazionale del Paesaggio



si è costituito a Roma sul finire del 2001. Oggi è composto da soci di quindici regioni italiane. E' collegato con alcuni comitati locali che da tempo si oppongono con coraggio e con argomenti fondati alla distruzione, anzi allo scempio del paesaggio italiano. Poiché è comune convinzione che quanto si è salvato di questo nostro paesaggio è molto di più di quanto è andato perduto, il Comitato ha deciso di assumere per il futuro compiti di vigilanza e di difesa più intensi di quelli praticati nel passato.

Come prima iniziativa il Comitato Nazionale del Paesaggio ha aperto in tutto il territorio nazionale la vertenza delle centrali eoliche, quelle esistenti, quelle in allestimento e quelle annunciate. Le centrali eoliche con il grande numero di torri che le compongono, per il loro ingombro, per le loro misure gigantesche, per l'impatto ambientale provocato dalle strade di accesso e dal trasporto delle torri, nonché dal loro successivo funzionamento, per lo sbancamento necessario per la piattaforma in cemento di ogni torre, per gli elettrodotti indispensabili alla immissione in rete dell'energia prodotta, rappresentano oggi il rischio maggiore per il paesaggio e per l'ambiente naturale dell'Appennino, delle Prealpi, della Sicilia e della Sardegna. Di recente, dopo gli ultimi progetti di parchi eolici previsti nel Salento con i preparativi in corso negli immediati dintorni di Lecce e Nardò, la discesa verso la costa delle gigantesche torri d'acciaio punta minacciosa in direzione di Otranto. Documenteremo minuziosamente e con rigore fattuale quanto sta accadendo, compresi i retroscena del business eolico, informandone l'opinione pubblica italiana ancora ignara.

Il 12 gennaio scorso Carlo Rubbia, in una diretta televisiva nazionale, ha osservato: "oggi in Italia con l'eolico facciamo una frazione infinitamente piccola dell'energia necessaria per far funzionare il nostro mondo civile. Se si vuole dall'eolico un apporto energetico fondamentale per il nostro paese, di queste torri eoliche dovremmo farne non delle centinaia ma delle migliaia, e forse anche delle centinaia di migliaia". In verità, i progetti futuri dell'eolico italiano vanno misurati sui nudi dati attuali: i 700 MW installati negli ultimi cinque anni coprono non più dello 0,5 per cento del fabbisogno nazionale di energia elettrica. E già questo ha determinato, in Campania, Puglia, Molise, Abruzzo e Sardegna, gravissime perdite di ambiente naturale e gravi disagi per le popolazioni, private, oltretutto, di ogni futuro turistico nei propri territori.

Quando si giungerà al limite dei 5000 MW installati, con 5000/6000 torri medie da 80 metri, allora si coprirà il 3,3 per cento del fabbisogno di energia elettrica e si sarà risparmiato, sia ben chiaro, solo l'1,1 per cento del consumo totale italiano di petrolio ed altri combustibili fossili. Poiché sul consumo del petrolio e degli altri combustibili fossili pesano, per quasi due terzi del totale, le necessità dei trasporti, del riscaldamento domestico e di ampi settori delle produzioni industriali. Per l'ipotetico futuro risparmio dell'1,1 si dovrà dunque subire, come contropartita, una trasformazione epocale e disastrosa dell'ambiente e del paesaggio delle montagne, dell'Appennino e delle isole, e forse anche delle coste più belle.

Il Comitato Nazionale del Paesaggio, valendosi di contributi della comunità scientifica, formulerà proposte alternative, a cominciare da quelle interne alla stessa opzione eolica.
Il Comitato Nazionale del Paesaggio condivide l'obiettivo del protocollo di Kyoto: favorire le energie pulite e rinnovabili. A condizione che esse non vengano prodotte con insopportabili costi ambientali, paesaggistici, storici e culturali, come è nel caso dell'eolico italiano.
Il Comitato Nazionale del Paesaggio denuncia all'opinione pubblica il Protocollo d'intesa "L'energia dei Parchi" promosso dall'ENEL e sottoscritto, nel febbraio 2001, da Legambiente, Ministero dell'Ambiente e Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali. Nei fatti, il Protocollo ENEL offre, con fraseggio ecologista, una copertura retorica e virtuosa a chi si propone di violare con gli impianti industriali dell'eolico, i Parchi, le riserve naturali e le altre aree protette d'Italia.

Il Comitato Nazionale del Paesaggio prende atto che, a due mesi dalla propria costituzione, in seguito alla sua richiesta di una immediata moratoria per tutti i futuri impianti eolici in assenza di piani energetici regionali dotati di severe procedure ambientali per le localizzazioni e in assenza di accurate consultazioni delle popolazioni coinvolte, il Ministero dei Beni Culturali, il Ministero dell'Ambiente e il Ministero delle Attività Produttive, oltre alle Regioni e alle Province Autonome, in data 8 gennaio 2002 hanno aperto un "Tavolo tecnico di concertazione" per individuare, finalmente, procedure di metodo per ogni sito e per ogni centrale eolica. Tutto ciò dovrebbe, nelle intenzioni dei promotori, portare ad un "Atto di Accordo" tra lo Stato e le Regioni, accompagnato da "Linee Guida".
Il Comitato Nazionale del Paesaggio, pur apprezzando le intenzioni dell'iniziativa ministeriale, assunta dopo la nostra prima documentata denuncia all'opinione pubblica dei gravi danni già prodotti dall'eolico selvaggio in Italia, chiede di essere ascoltato e si riserva ogni parere sulla bozza delle "Linee Guida" e dell' "Atto di Accordo" annunciate per i prossimi mesi.

Il Comitato Nazionale del Paesaggio è consapevole della complessità e della difficoltà dei propri compiti. Sa che dovrà contare soprattutto sulla propria determinazione. Spera che la graduale presa di coscienza dei cittadini, a cominciare da coloro direttamente interessati o per residenza o per legittimi interessi economici e turistici travolti, e la riflessione di quelli che vorranno informarsi di prima mano e vedere con i propri occhi, si colleghino con le iniziative che il Comitato Nazionale del Paesaggio via via assumerà, sostenendole.

Il Comitato Nazionale del Paesaggio che, al suo esordio, intraprende questa dura prova, si ispira alla nobile tradizione delle Associazioni italiane che, oggi come nei decenni scorsi, difendono e hanno difeso il paesaggio naturale, l'ambiente e il patrimonio storico e artistico del nostro paese (Touring Club Italiano, Italia Nostra, CAI, Pro Natura, Associazione Italiana per la Wilderness, Mountain Wilderness, WWF, LIPU, Amici della Terra, FAI e il Comitato per la Bellezza). Il Comitato Nazionale del Paesaggio ne ricercherà l'attenzione e il sostegno.

Carlo Ripa di Meana